È nata “Yes Podemo” punta all’autodeterminazione del Veneto

di Vittorino Bernardi. Il Gazzettino

SCHIO – L’autonomia del Veneto è tema di costante attualità politica e in tale contesto nella splendida cornice del teatro Civico alle 16 di sabato 12 marzo, in una partecipata assemblea pubblica, è nata “Yes Podemo”, la prima associazione veneta politicamente e partitcamente trasversale che si prefigge l’autodeterminazione dei Veneti.
Presidente è Ruggero Zigliotto, tra i fondatori di Veneto Stato. Ha sede legale a Montecchio Maggiore in via Galvani 35. Info: sito yespodemo.com; mail associazione@yespodemo.com. È un progetto ambizioso quello di “Yes Podemo” presentato da relatori d’eccezione: Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale; Antonio Guadagnini, consigliere regionale Inv; Simonetta Ruminato, deputata Pd; Filippo Busin, deputato Lega nord; Simone Scarabel, consigliere regionale Movimento 5 stelle; Luca Polo, portavoce dell’ong europea Icec e Flavio Lorenzin, presidente Apindustria. Nell’incontro aperto dal sindaco di casa Valter Orsi è stato sviscerato il tema “Autodeterminazione: i veneti decidono il Veneto del futuro”. Schio è stata scelta come città di presentazione perchè è governata da una lista civica. Il nome di “Yes Podemo” è stato scelto dai fondatori nel segno dell’ottimismo, fondendo la lingua inglese internazionale per eccellenza alla millenaria lingua veneta. Ruggero Zigliotto è stato chiaro nel suo intervento. “Crediamo fermamente che in un ordinamento democratico lo strumento referendario garantito dalla Costituzione italiana e dal diritto internazionale a cui l’Italia aderisce, debba consentire ai Veneti di esprimersi liberamente quindi se autodeterminarsi o meno dallo Stato italiano, senza alcun divieto né proibizione. A ogni cittadino deve essere garantito il diritto di opinione e pensiero, su qualsiasi tema. Promuovere anche l’istituto giuridico elettorale del Referendum vuol dire innanzitutto riconoscere ai cittadini il potere e il diritto di decidere e attuare cambiamenti sulla propria vita. Questo è il nostro obiettivo, fattibile sia a norma di legge nazionale che per il diritto internazionale”.

Leggi l’articolo originale sul sito ilgazzettino.it